venerdì 19 febbraio 2010

Mi duole ammetterlo.
Questi giorni in edicola iniziano ad arrivare le riviste che allegano lo speciale accessori (scarpe, borse, gioielli e quant'altro accessoriano la bellezza di una donna) e vi ho dato una sfogliata.
(Ovviamente li compro e li conservo con cura)
Accessori bizzarri, tacchi scultura che svettano alti come non mai e il tutto caricato di perle, plexiglass, pizzi e trine, ruches, cerniere lampo e tutto quello che è saltato in mente agli stilisti.
Alcune davvero improponibili.
Io adoro le bizzarrie che propone la moda.
Mi piace l'idea di Galliano che ogni volta che porta in sfilata qualcosa lo fa come se fosse il palcoscenico di un teatro.
Ma le donne normali, quelle che lavorano, lavorano sodo per arrivare a fine mese non possono andare in giro vestite così.
Non lavoriamo tutte in ufficio.
Quindi tutte non usciamo completi sexy e striminziti con tacco 12.
Cadrei vittima delle convulsioni entro la prima mezz'ora lavorativa se vado a lavoro abbigliata in tale maniera.
Amo la moda, ma lavoro in un'edicola.
Passo dalle 8 alle 10 ore in piedi ogni giorno.
Voglio bellezza unita a praticità.
Voglio essere donna e femminile senza per forza soffrire come una donna al momento del travaglio per "quelle scarpe bellissime e impossibili" (spesso sia nel costo che nel reale utilizzo).
Mi piace la scarpa particolare, ma io la devo poter usare e personalizzare con il resto dell'abbigliamento.

giovedì 11 febbraio 2010

Pensieri sparsi in una fredda giornata

Sono entrata di nuovo nel panico dello "scrittore".
Vorrei scrivere di tante cose da avere la mente intasata.
Il foglio bianco mi mette un pò di ansia e allora lo lascio vuoto.
Eppure sono tante (almeno per il mio Io interiore) le novità.
Sono tante le cose di cui vorrei parlare, scrivere, commentare ad alta voce.
Sono tante le cose che desidero fare, comprare, amare.
Non chiedo molto.
Sono tante le emozioni che vivo e ora, le elenco.
L'affetto che mi dimostrano i bambini, con piccole attenzioni e qualche bacetto è altamente gratificante per me, soprattutto se si è un poco giù di tono.
Sorrido alla loro presenza e sono felice di loro.
Un uccellino piccolo e infreddolito che mi saltella intorno in una piovosa e gelida giornata invernale mi riscalda l'anima e allora sono andata in cortile a sbriciolare un panino per nutrire gli affamati uccellini che circolano nei dintorni.
Anche se poi il pane sbriciolato se lo ingollava il cane ancor prima che cadesse a terra.
Vedermi dipinta in due quadri mi riempie di soddisfazione e gioia, ma forse, l'avrei desiderato mesi fa questo gesto.
Dentro di me cerco ancora di capire se è emozionante o soddisfacente.
Riprendere le guide con le novità che ne conseguono mi agita non poco, ma nonostante l'ansia e il mal di stomaco stringo i denti e sorrido apertamente alle difficoltà.
Diventerò bravissima lo so.
Tanti desideri e tanti obiettivi da raggiungere, e allora mi metto sotto e vado a lavorare per noi.