Volevo scrivere due parole nella bacheca di Beppe.
Perchè è passato un anno da quando è andato via.
Ma se penso a lui mi vengono in mente tanti aneddoti su papà e mi scendono le lacrime in maniera ininterrotta.
Il messaggio di mio padre è sempre stato che sono la sua bambina, ma anche che sono forte e non mi arrendo.
Il pianto era sempre il momento in cui lui mi trascinava e se piangevo molto, a singhiozzi senza controllo, lui mi ripeteva di non piangere così che mi avrebbe fatto male al cuore e lui non avrebbe voluto che alla sua bambina facesse male il cuore.
Ci provo, ci provo ogni giorno.
A contenermi, a non piangere, a essere forte e a migliorarmi.
Sto andando avanti?
Dimmi che sto andando avanti.
Ogni volta che faccio una gara, in verità sono ben poche, la inizio con un magone, un senso di soffocamento.
Panico e lacrime.
Penso che tu mi faresti una battuta, che tu saresti fiero di me, che mi inciteresti a non mollare.
Invece tutta questa forza io la devo tirare fuori da dentro di me.
Perchè mamma, anche se non lo dice si emoziona, ma certo non mi incoraggia e non chiede.
Io lotto ogni giorno per essere forte e migliore.
A piccoli passi so di riuscirci.
Vedrai Papà, io sarò quello che ho sempre voluto essere.
Coraggio.
Mi sono calmata.
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