Mi accingo a scrivere un post sconclusionato e forse un pò irritato.
ogni tanto causa insoddisfazione mi lascio trascinare nel vortice dall'insoddisfazione stessa ed è tutto uno sbuffare continuo e incessante.
Fastidioso per me stessa.
Ci si sente insoddisfatti per il lavoro che non va o non ci basta.
Non ci basta lo stipendio, il lavoro da svolgere è anche troppo, ma non ci sono troppe alternative in giro e se provi a lamentarti ti senti anche un bel rimprovero perchè devi ringraziare ogni giorno di avere l'opportunità di lavorare.
Ci si sente insoddisfatti appunto per i soldi che non bastano e non bastano perchè siamo viziati.
Così mi dice qualcuno.
Quel qualcuno è sempre benestante e braccina corte come poche altre persone.
Hanno tutto ma lo guardano con aria di sufficienza oppure non spendono un centesimo per arrivare al domani, domani che non si potranno godere mai, perchè c'è sempre un altro domani dietro.
Ogni immagine, profumo e suono sono costruiti appositamente per spingerci all'acquisto di un qualsiasi prodotto.
Ci si ritrova in un circolo vizioso in cui si desidera qualcosa, se non la si può comprare subentra la frustrazione e se la si compra se ne desidera subito un'altra.
Immediatamente.
Quella che si chiama società di consumo.
Tempi moderni.
Quindi o compri e vivi contando i centesimi o continui a desiderare tutto e a non raggiungerlo mai.
La via di mezzo sembra una via difficile da raggiungere e da perseguire.
Troppi stimoli.
Schiavitù.
Ci si sente insoddisfatti per la noia che ci assale.
Nonostante siamo sempre impegnati, di corsa, frenetici e con il fiato corto, appena ci si ferma un attimo è noia.
Io mi annoio quando non ho nulla a cui pensare e allora mi creo i problemi da sola.
Perchè trovo sia meraviglioso fermarsi a guardare il mondo.
Seduti su una panchina a osservare lo scorrere del tempo, senza fretta ne attesa.
Perchè appunto se si aspetta qualcosa, stare fermi diventa una tortura.
Ma non fermate dalla frenesia le mie idee, il mio cervello, i miei sogni.
Perchè se smetto di crederci sono lontana dalla luce.
Ed è tutto spento e buio.
Allora pensa, scrivi, crea, rimugina, idealizza e tutto il sistema vita sarà riattivato.
pensieri estemporanei, fatti e riflessioni di un'edicolante di fiducia proiettata verso il sogno.
mercoledì 27 gennaio 2010
mercoledì 20 gennaio 2010
Muble Muble
Quel che amavo da piccola è ancora adatto a me?
O meglio, quel che sognavo da piccola è tuttora il mio sogno, o è un pezzo di passato a cui sono rimasta attaccata?
Ieri a lavoro sfogliavo una rivista di annunci di lavoro, concorsi e corsi regionali e li, per la provincia del MEDIO CAMPIDANO come un sogno di è apparso un piccolo annuncio per la selezione di alcuni individui per il corso di SARTO MODELLISTA.
Li, proprio in quel quadratino mi si è impallato il sistema.
Tutto il giorno passato e quello presente che rimugino sulla domanda di apertura post.
Ebbene si, io sin da piccola sogno di fare la stilista.
Potrei dire che ora il sogno si è leggermente modificato.
Forse.
Che il corso può essere un taglio e cucito base.
Forse.
Che ora non è il tempo e mi devo dedicare ad altro.
Forse.
Sarà tutto questo impallamento, ma forse ieri non mi sono sentita piccola e impotente davanti a una decisione.
Spetta a me e io ce la farò.
Penso ancora...
Nota la mia tendenza a comportamenti Marzulliani, continuo a farmi domande, a darmi risposte e mi levo anche dai coglioni.
Al seguito la sentenza.
O meglio, quel che sognavo da piccola è tuttora il mio sogno, o è un pezzo di passato a cui sono rimasta attaccata?
Ieri a lavoro sfogliavo una rivista di annunci di lavoro, concorsi e corsi regionali e li, per la provincia del MEDIO CAMPIDANO come un sogno di è apparso un piccolo annuncio per la selezione di alcuni individui per il corso di SARTO MODELLISTA.
Li, proprio in quel quadratino mi si è impallato il sistema.
Tutto il giorno passato e quello presente che rimugino sulla domanda di apertura post.
Ebbene si, io sin da piccola sogno di fare la stilista.
Potrei dire che ora il sogno si è leggermente modificato.
Forse.
Che il corso può essere un taglio e cucito base.
Forse.
Che ora non è il tempo e mi devo dedicare ad altro.
Forse.
Sarà tutto questo impallamento, ma forse ieri non mi sono sentita piccola e impotente davanti a una decisione.
Spetta a me e io ce la farò.
Penso ancora...
Nota la mia tendenza a comportamenti Marzulliani, continuo a farmi domande, a darmi risposte e mi levo anche dai coglioni.
Al seguito la sentenza.
domenica 17 gennaio 2010
Fermo immagine
Ho rivisto vecchie foto e ho sorriso.
Lascio da parte i commenti e le impressioni varie su abbigliamento, peso e stile ecc ecc e mi dedico alla mia espressione, ai miei modi alle foto in se.
Sicuramente scatti senza troppe pretese, ma realizzate da una persona che si divertiva a farlo, che in poco tempo doveva fare tutto il possibile e correva felice su per i ponti e curiosa rideva per l'emozione.
Espressione felice e sguardo innamorato.
Forse ho preteso troppo per aver perso tutto?
Con i chili è diminuita anche la felicità?
Con l'autostima è aumentata la pesantezza di una storia non facile vissuta a distanza?
Comunque sia nelle ultime foto non eravamo più così e questo mi rattrista molto.
Dall'altra mi emoziona perchè è vivo e fermo il ricordo di quel che davvero siamo stati.
Nonostante i problemi, presi per mano si andava insieme e si volava giù per i ponti, con il rischio di scivolare e il sorriso sulle labbra.
Noi eravamo questo.
Ed è stato bellissimo.
Lascio da parte i commenti e le impressioni varie su abbigliamento, peso e stile ecc ecc e mi dedico alla mia espressione, ai miei modi alle foto in se.
Sicuramente scatti senza troppe pretese, ma realizzate da una persona che si divertiva a farlo, che in poco tempo doveva fare tutto il possibile e correva felice su per i ponti e curiosa rideva per l'emozione.
Espressione felice e sguardo innamorato.
Forse ho preteso troppo per aver perso tutto?
Con i chili è diminuita anche la felicità?
Con l'autostima è aumentata la pesantezza di una storia non facile vissuta a distanza?
Comunque sia nelle ultime foto non eravamo più così e questo mi rattrista molto.
Dall'altra mi emoziona perchè è vivo e fermo il ricordo di quel che davvero siamo stati.
Nonostante i problemi, presi per mano si andava insieme e si volava giù per i ponti, con il rischio di scivolare e il sorriso sulle labbra.
Noi eravamo questo.
Ed è stato bellissimo.
domenica 10 gennaio 2010
Tutto passa se vogliamo.
Non ho valutazioni o bilanci da fare per l'anno appena trascorso.
Momenti tragici che non voglio riportare alla mente.
Per alcuni versi ancora raccolgo i pezzi e come gli anni precedenti, si spera sempre in un nuovo anno migliore.
Quest'anno a differenza dei precedenti c'è stato un piccolo cambiamento dal primo giorno.
Voglio prima di tutto pensare a me stessa e al mio benessere.
Non voglio continuare a farmi in quattro per persone ingrate o che non riconoscono i sacrifici e le difficoltà altrui.
Prima di tutti vengo io il mio benessere interiore e la mia felicità.
Devo imparare a riconoscere quali sono le mie esigenze e le mie priorità.
Prima di tutto mi devo liberare dei pesi.
Mi voglio sentire leggera e serena.
Voglio liberare la mia mente dalle inibizioni e dalla vergogna di esprimere la parola scritta così come mi viene.
Non parlo di forma stilistica. ma della libertà di esprimere il proprio pensiero senza timore di essere giudicata per quello che scrivo, per come lo scrivo e in quale quantità.
Sono io e sono così, mi miglioro costantemente ma voglio che rimanga inalterata la mia natura semplice e gioiosa e la mia voglia di fare deve trovare applicazione e i risultati sempre sperati.
Perchè sono brava e me lo merito.
Così, il giorno di capodanno stufa di alcune ipocrisie e finzioni, all'arrivo del secondo, ormai sazia mi sono alzata da tavola e mi sono guardata un bel film in cucina.
Non mi sono arrabbiata, ho dedicato del tempo a me senza irritare il fegato e sono ben lieta di averlo fatto.
Semplicemente io.
Momenti tragici che non voglio riportare alla mente.
Per alcuni versi ancora raccolgo i pezzi e come gli anni precedenti, si spera sempre in un nuovo anno migliore.
Quest'anno a differenza dei precedenti c'è stato un piccolo cambiamento dal primo giorno.
Voglio prima di tutto pensare a me stessa e al mio benessere.
Non voglio continuare a farmi in quattro per persone ingrate o che non riconoscono i sacrifici e le difficoltà altrui.
Prima di tutti vengo io il mio benessere interiore e la mia felicità.
Devo imparare a riconoscere quali sono le mie esigenze e le mie priorità.
Prima di tutto mi devo liberare dei pesi.
Mi voglio sentire leggera e serena.
Voglio liberare la mia mente dalle inibizioni e dalla vergogna di esprimere la parola scritta così come mi viene.
Non parlo di forma stilistica. ma della libertà di esprimere il proprio pensiero senza timore di essere giudicata per quello che scrivo, per come lo scrivo e in quale quantità.
Sono io e sono così, mi miglioro costantemente ma voglio che rimanga inalterata la mia natura semplice e gioiosa e la mia voglia di fare deve trovare applicazione e i risultati sempre sperati.
Perchè sono brava e me lo merito.
Così, il giorno di capodanno stufa di alcune ipocrisie e finzioni, all'arrivo del secondo, ormai sazia mi sono alzata da tavola e mi sono guardata un bel film in cucina.
Non mi sono arrabbiata, ho dedicato del tempo a me senza irritare il fegato e sono ben lieta di averlo fatto.
Semplicemente io.
venerdì 1 gennaio 2010
Scorrimento veloce
Reale intolleranza verso ipocrisie e finti buoni sentimenti.
Piove fuori, ma sono fiduciosa.
Piove fuori, ma sono fiduciosa.
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